FURIA FRANCESE E RITIRATA (NUCLEARE) ITALIANA? INTANTO FITTO TEMPOREGGIA, VENDOLA NO
Mentre, in Italia, il nucleare rischia di finire in mano francese, Berlusconi escogita un piano diabolico per mettere tutti in riga: militarizzare le “zone nucleari” e mettere “la mordacchia alla velleità dei cacicchi”.
Alla vigilia del vertice italo-francese sul nucleare, Henri Proglio, presidente del colosso dell’energia francese Edf (Electricité de France), ha rivelato che la sua società vuole utilizzare Edison (la più antica società italiana dell’energia), di cui controlla il 50% del capitale, per realizzare le quattro centrali nucleari italiane (su un totale di otto), a tecnologia Epr, insieme a Enel. Ovviamente la decisione finale sarà presa insieme con Enel, ma, in questo contesto, non è da escludere che il gruppo possa effettivamente arrivare al controllo totale di Foro Buonaparte, rilevando anche le quote del socio forte italiano, A2A, nel caso in cui i due azionisti non dovessero trovare un accordo sulla governance deI Foro.
Se il nucleare italiano parlerà, effettivamente, solo francese, si vedrà nei prossimi giorni. Intanto lo scenario sociale si fa sempre più ambiguo. Al grido del ritorno al nucleare in Italia, molti governatori di centro-destra rispondono di sì. Ma non “a casa mia”. E dove allora?
Luca Zaia proclama: “Mai nel Veneto”. E Roberto Cota gli fa eco, “mai in Piemonte”. E ancora. “In Sardegna non c’è posto per il nucleare”, taglia corto Ugo Cappellacci, mentre nel Lazio, Renata Polverini avverte che la sua Regione “non ne abbiamo bisogno”; così come l’abruzzese Gianni Chiodi asserisce: “sono favorevole ma non in Abruzzo”.
E il ministro Raffaele Fitto? Temporeggia. Il rieletto governatore pugliese, Nichi Vendola no. A proposito delle decisioni di palazzo Chigi, tuona: “E noi affronteremo anche i carri armati con tutto il nostro popolo”. Purchè non ci sia un’altra piazza Tiananmen, però!
TRE MITI DA SFATARE
Sfatiamo un mito, anzi tre. In particolar moto per tutti quei Soloni, che occupandosi di politiche energetiche, ritengono che l’energia nucleare è la risoluzione al gran problema energetico.
Premessa. Il sole invia sulla Terra ogni ora 400 milioni di miliardi di joule, pari all’energia che l’intera umanità consuma in un anno. L’Italia, grazie alla sua posizione geografica (centrale), può usufruire del 60% in più di energia solare rispetto a Londra. Questo significa che se si ricorresse all’energia fotovoltaica per soddisfare il fabbisogno energetico italiano, occorrerebbe ricoprire, con pannelli fotovoltaici, solo il 0,8 % del territorio nazionale. Rapportato alla realtà, vuol dire utilizzare una superficie pari a 2400 km². Come la provincia di Piacenza.
Ecco i tre miti:
1. L’energia nucleare è necessaria per garantirci una maggiore indipendenza energetica.
Falso. L’Italia non produce uranio quindi dovrebbe, pagando, importarlo. E, anche se si avesse le scorte a sufficienza per produrre elettricità, si soddisferebbe solo un quarto del fabbisogno totale, perché i restanti tre quarti sono prodotti da fonti non nucleari.
2. Il nucleare contrasta il caro-petrolio.
Falso. L’energia nucleare produce solo elettricità, mentre il petrolio solo combustibili liquidi. Pertanto, sono due realtà disgiunte.
3. Le centrali a fissione di nuova generazione e la fusione nucleare risolveranno a breve e definitivamente il problema energetico.
Falso. In primis, impianti del genere potranno essere costruiti solo fra 25 anni e, pertanto, allo stato attuale, non si possono appurare con esattezza i costi di realizzazione. Inoltre, se il nucleare venisse riutilizzato, in un regime di libero mercato, sarebbe in grado di concorrere solo con l’intervento dello Stato. Si è visto, infatti, che qualsiasi iniziativa economica privata nel campo nucleare si è dimostrata negli ultimi anni un disastro.
Non è nucleare la nostra energia
“Non è nucleare la nostra energia”. Sono contrario ad un ritorno all’atomo e sono pronto a sostenere a gran voce il dissenso di molti pugliesi alla costruzione di centrali nucleari in Puglia ed, in generale, in Italia. Il mio personale appello, in questo blog, va contro il nuovo e tanto discusso orientamento del Governo italiano, verso un ritorno al nucleare che vede nell’atomo la soluzione al grande problema energetico. Non è questa la via maestra da intraprendere. È l’energia rinnovabile il vero futuro. Per tutelare e salvaguardare la salute di noi tutti e il meraviglioso patrimonio culturale che abbiamo ereditato. Grida anche tu, insieme a me, il tuo convinto “no” all’energia nucleare, “si” ad un’energia pulita!!!
Berlusconi dice NO al nucleare in Puglia, reale constatazione o manovra politica?
Notizia Ansa del 24 Marzo 2010. Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, recita ”la Puglia non ha bisogno di una centrale nucleare perché è già energeticamente autosufficiente”. Una reale constatazione o una semplice manovra politica? I dubbi nascono spontanei. Solo poche settimane fa (4 febbraio), su proposta del Ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, il Consiglio dei ministri ha deciso di impugnare davanti alla Corte Costituzionale le leggi regionali di Puglia, Basilicata e Campania che impediscono la costruzione di centrali nucleari nei loro territori. Lo stesso ministro adduce le sue buone motivazioni. “Un’azione dettata da ragioni di diritto e di merito. E continua, “la questione è legata al programma di governo, di cui il ritorno al nucleare è un punto fondamentale, indispensabile per garantire la sicurezza energetica, ridurre i costi dell’energia per le famiglie e per le imprese, combattere il cambiamento climatico riducendo le emissioni di gas serra secondo gli impegni presi in ambito europeo». Quindi, mantenendo inalterati questi propositi, perché, solo a pochi giorni dalle elezioni, il premier ribadisce che la Puglia è “energicamente autosufficiente”? Già dal 2009, la Puglia è ai vertici per ciò che concerne energia fotovoltaica ed eolica (due fonti pulite). Come mai allora si impugna il decreto regionale? Gli studi fatti dal Legambiente sono pubblicati nel “Rapporto Comuni Rinnovabili 2010” e sono reperibili anche su internet. Possibile che non sia trapelata nessuna notizia a Palazzo Chigi? Tante domande, nessuna risposta. Almeno per ora. Non ci resta che aspettare il “dopo-elezioni”.
L’energia rinnovabile che diventa risorsa. La Puglia trionfa.
Sul podio, la Puglia trionfa. Nel fotovoltaico e nell’eolico.
Il “Rapporto Comuni Rinnovabili 2010”, stilato dall’Ufficio Energia e Clima di Legambiente delinea un’Italia “ecocompatibile”. Trionfante. I numeri lo confermano: gli impianti installati nel territorio italiano sono passati da 5991 del 2009 a 6993 nel 2009. Leggi il seguito di questo post »
La Puglia si rinnova, con l’energia.
Una nuova energia si respira in Puglia. Quella rinnovabile.
Da quando la Regione Puglia ha recepito gli orientamenti nazionali ed europei sulla riduzione delle emissioni inquinanti, attraverso l’approvazione nel 2007 del Piano energetico ambientale regionale (Pear), si sono raggiunte le vette più alte nel campo dell’energie rinnovabili. Leggi il seguito di questo post »
Quali paesi usano l’energia nucleare?
La tecnologia nucleare è stato sviluppato nel 1940, e durante la Seconda Guerra Mondiale. A quel tempo, la ricerca si è concentrata sulla produzione di bombe dalla scissione degli atomi di uranio o plutonio. Più tardi, la tecnologia nucleare avanzata a passi da gigante e ha iniziato a sfruttare la potenza di un processo chiamato fissione nucleare. In questo processo, neutroni ad alta energia split atomi pesanti di uranio. Questo si traduce in rilascio di enormi quantità di energia. Questo è il processo utilizzato per lo più nelle attuali centrali nucleari, in tutto il mondo. Leggi il seguito di questo post »

